GIU’ DAI COLLI
Compagnia teatrale
Contatti: DANIELE RAMPOGNA
Viale Grigoletti, 20
33170 PORDENONE
Cell.328.4868019
Mail: daniele.rampogna@libero.it
La Compagnia Teatrale “Giù dai colli” di Pordenone nasce, con la collaborazione dell’Unione Ex allievi Don Bosco, all’interno dell’Associazione CGS Corale Filodrammatica Don Bosco. Si costituisce in associazione nel dicembre 2010, mantenendo, però, il legame con gli Ex allievi e la Casa Salesiana. Le scuole e l’oratorio salesiano di Pordenone sono quindi il principale ambiente di provenienza dei componenti la Compagnia “Giù dai colli”, il cui nome riprende le parole iniziali del canto a Don Bosco composto nel 1929 in occasione della sua beatificazione. Dopo la presentazione nel 1997 della commedia “Fuoco alla coda di paglia” di Franco Roberto primo lavoro ufficiale della compagnia, nel febbraio 2002 il gruppo ha debuttato con la commedia “I Rusteghi” di Carlo Goldoni. L’opera “Torna a casa Tomaso” di Luciano Rocco, in cartellone dall’ottobre 2004, porta con sè un messaggio di speranza, aprendo nuovi orizzonti in ordine alla formazione di attori e collaboratori, e consolidando un gruppo composto principalmente da amici. Dall’ottobre 2010 la compagnia propone “Due dozzine di rose scarlatte”, classica commedia brillante di Aldo De Benedetti. Il gruppo, che nel frattempo continua le repliche di “Torna a casa Tomaso”, con questa nuova opera vuole presentarsi al pubblico in formazione ridotta, con un testo contemporaneo, gradevole e convincente, realizzato con spunti scenografici e costumistici moderni e inusuali, ed un recitazione fresca e dinamica. Per il prossimo anno è in fase di realizzazione uno spettacolo musicale sulla vita della Beata Chiara "Luce" badano, in collaborazione con l'associazione "Lupis in fabula" di Prata di Pordenone e la Parrocchia di Azzano Decimo.
Spettacoli in cartellone:
DUE DOZZINE DI ROSE SCALATTE
Testo di Aldo De Benedetti
Regia di Antonio Rocco Commedia brillante in tre atti - Italiano
“Due dozzine di rose scarlatte” è una classica commedia brillante dell’epoca dei telefoni bianchi, scritta “su misura” da Aldo De Benedetti nel 1936 per Vittorio De Sica e Giuditta Rissone e portata dallo stesso De Sica sugli schermi cinematografici nel 1940. L’opera racconta con leggerezza, eleganza e sottile ironia una storia ambientata nell’alta borghesia e nata da un casuale fraintendimento. Conserva il profumo del passato, il fascino discreto di un'eleganza di scrittura, di monotonia matrimoniale. Pur essendo un’opera disimpegnata, “Due dozzine di rose scarlatte” permette ancora di trascorrere più che piacevolmente qualche ora a teatro, mettendo comunque in scena alcuni delle passioni basilari (e quindi sempre attuali) dell’animo umano: l’amore, la gelosia, la rabbia, il desiderio, la speranza.
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