F.I.T.A. Comitato Regionale per il Friuli Venezia Giulia
F.I.T.A. Comitato Regionale per il Friuli Venezia Giulia

I PIERDITIMP

 

anno di fondazione 1987

Sede sociale: via Costa, 16 - 33092 Meduno PN

mail: pierditimp@gmail.com

paopassu@gmail.com

fabris.maria@libero.it )

Telefono:

Franco Del Bianco 3494336089 (Presidente)

Paola Passudetti 3391437646 (Segretario).

 

L’associazione teatrale "Pierditimp" si costituisce a Meduno nel 1987, quando un gruppo di giovani decide di cimentarsi nel teatro amatoriale in friulano. La compagnia traduce e rappresenta tre testi tra cui "La broca rota" di Heinrich von Kleist".

Intorno all’anno 2000 il gruppo sente l’esigenza di un cambiamento e comincia a lavorare con registi professionisti, ciò produce naturalmente un salto di qualità; vengono organizzati laboratori che arricchiscono la compagnia di nuove esperienze e competenze e vengono presentati diversi spettacoli, usando sia l’italiano che il friulano, che spaziano dal genere comico-farsesco a tematiche sociali come la violenza domestica.

Gli ultimi lavori  del gruppo sono autoproduzioni che mettono a frutto l’esperienza fatta e si sono tradotti  in animazioni teatrali, letture sceniche e veri e propri spettacoli.

 

 

Lasciamo fare a chi tocca

(cosa sappiamo – oggi! – dei moti di Navarons del 1864)

 

con:                 Marisa Cibin, Franco Del Bianco, Tiziana Marsiglio, Elena Passudetti, Paola Passudetti

scenografia:    Elena Passudetti, Catia Tuccella, Franco Del Bianco

luci e fonica:   Michela Passudetti, Enza Galante

drammaturgia e regia: Giorgio Monte, Manuel Buttus – teatrinodelrifo.it

 

 

BREVI APPUNTI DI REGIA.

 

“Lasciamo fare a chi tocca” è una lettura divertente, spiritosa, ma soprattutto rispettosa dei famosi e importanti fatti storici denominati I moti mazziniani del 1864, accaduti a Navarons.

Da subito, dal primo momento, contattati dal gruppo teatrale di Meduno – Pierditimp – per allestire uno spettacolo ispirato a quei fatti, abbiamo pensato a una messinscena che non raccontasse per filo e per segno la storia, ma che potesse incuriosire lo spettatore ad approfondirne personalmente la conoscenza.

Perché - appunto – il testo contiene una garbata provocazione nei confronti proprio dello spettatore: al giorno d’oggi a quanti, dentro questo velocissimo mondo mediatico, può interessare una vicenda storica?

E ancora: quanto può essere attuale un personaggio straordinario come Antonio Andreuzzi, che ha dedicato l’intera vita a rincorrere il suo ideale?

Nessuna delle azioni di Antonio Andreuzzi è finalizzata al proprio tornaconto personale.

E l’impressione nostra è che la dirittura morale di questo velocissimo mondo mediatico sia l’esatto contrario: ogni azione deve essere finalizzata al tornaconto personale.

 

La collaborazione con il gruppo teatrale Pierditimp è ormai decennale. Nel tempo, abbiamo curato diversi laboratori e messo in scena svariati spettacoli, mescolando sempre generi e stili teatrali, ma trovando sempre motivo d’orgoglio nel collaborare con l’ormai storico gruppo di Meduno.

 

IL SOGNO DI MOSHE

come sono diventato Marc Chagall

 

Storia liberamente tratta dal libro: “Come sono diventato Marc Chagall” di Bimba Landmann, Edizioni Arka.

Un bambino, i suoi sogni e la voglia di mantenere accesi i desideri contro ogni prescrizione, spingendosi a sfidare i rigidi dettami della cultura del tempo.

Quella che viene narrata è la storia di Marc Chagall nelle sue varie fasi: bambino fantasioso e singolare nato in Russia in una famiglia ebrea verso la fine dell’Ottocento, giovane incompreso e brillante ostacolato da un ambiente sociale e culturale chiuso e da vicende storiche drammatiche, artista precursore dei tempi, non convenzionale e geniale.

In scena quattro presenze: due narratori che non sempre riescono a mantenere il necessario distacco da vicende bizzarre ma anche tragiche, un personaggio curioso, poliedrico e talvolta irriverente, e infine Lui, il protagonista, Moshè (Marc) Chagall.

La creatività di Emanuele Bertossi, illustratore, che in questa occasione si cimenta anche nel ruolo di attore, trasforma semplici pezzi di cartone in piccoli e grandi frammenti dei quadri del pittore che così magicamente mutati vanno a creare gli spazi scenici. Da qui l’idea di sviluppare la storia parallelamente alla costruzione dei luoghi significativi nella vita di Chagall, in uno spazio inizialmente vuoto e che gradualmente si riempie di forme che sorprendono, divertono e richiamano le opere dell’artista.

In questa continua mutevolezza l’elemento costante è il bisogno di un bambino di poter esprimere liberamente la sua creatività sino a portarlo a sognare di divenire un’artista. Un sogno che attraverso la tenacia, la fatica e anche un pizzico di follia diviene realtà.

Una storia, quella di questo spettacolo, per ricordare un grande artista e per incoraggiare, bambini e adulti a credere nei propri sogni.

 

 

 

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